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Hotel Fabbrini – Monte Amiata – Abbadia San Salvatore
2017 - Visiste Rocca di Radicofani Hotel Fabbrini Abbadia San Salvatore (36)
La Rocca di Radicofani …e il Robin Hood della Val d’Orcia

Mai sentito parlare del Robin Hood della Val d’Orcia?

Non è uno scherzo, la storia della Rocca di Radicofani è intrecciata con quella di questo brigante gentiluomo che alcuni hanno ribattezzato proprio così: il Robin Hood della Val d’Orcia.

Si tratta, in verità, di Ghino di Tacco, figura affascinante vissuta a cavallo fra 1200 e 1300 nelle nostre zone

Lo cita anche Dante nella Divina Commedia, quindi stiamo parlando di un personaggio veramente di spicco nella storia medievale della Val d’Orcia. Il Poeta lo cita quando parla del giurista Benincasa da Laterina (l’Aretin), giureconsulto a Bologna, poi giudice del podestà di Siena, ucciso da un fiero Ghino di Tacco.

« Quiv’era l’Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte »
(Dante, Purgatorio VI, vv. 13-14)

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 Perché il Robin Hood della Val d’Orcia?

La Rocca di Radicofani è un avamposto strategico che domina la parte bassa della Val d’Orcia. Si trattava di una tappa fondamentale, insieme alla nostra Abbazia del SS. Salvatore, per i pellegrini che transitavano sulla Via Francigena da Siena verso Roma

Ghino di Tacco era in effetti un brigante, un criminale. Su questo nessun dubbio.

Tuttavia si trattava di un personaggio con una morale piuttosto particolare e teneva ad applicare un codice di comportamento singolare durante le sue scorribande. Wikipedia ne parla così:

Ghino compiva delle imboscate ai viaggiatori, si informava dei loro reali beni, poi li derubava quasi completamente, lasciando tuttavia ad essi di che sopravvivere ed offrendo loro un banchetto. Per questo motivo, e perché lasciava liberi di proseguire sia i poveri sia gli studenti, Ghino di Tacco fu considerato un ladro gentiluomo, una sorta di Robin Hood ante litteram.

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La vista del Monte Amiata da Radicofani: due punti panoramici uno di fronte l’altro che dominano la Via Francigena e la Val d’Orcia

Perché Ghino di Tacco scelse di vivere nella Rocca di Radicofani?

Lasciamo nuovamente la parola a Wikipedia:

Nacque nella seconda metà del XIII secolo a La Fratta, al tempo sotto il controllo del Castello di Torrita, oggi nel comune di Sinalunga (SI). Figlio del conte ghibellinoTacco di Ugolino e di una Tolomei e fratello di Turino, era un rampollo della nobile famiglia Cacciaconti ramo Guardavalle e insieme con il padre, e allo zio omonimo commetteva furti e rapine, nonostante la caccia che gli veniva data dalla Repubblica di Siena. Una volta catturati, i membri maggiorenni della banda vennero giustiziati nella Piazza del Campo di Siena, mentre Ghino e il fratello si salvarono grazie alla loro minore età.

Rifugiatosi a Radicofani (SI), una rocca sulla Via Cassia, al confine tra la Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio, Ghino continuò la sua carriera di bandito, ma in forma di «gentiluomo», lasciando ai malcapitati sempre qualcosa di cui vivere. Boccaccio, infatti, lo dipinge come brigante buono nel suo Decameron parlando del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno:

Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale.

Visite alla Rocca di Radicofani: orari e prezzi

La Rocca di Radicofani, che ancora oggi domina l’intero territorio, stagliandosi in maniera inconfondibile sul poggetto del comune di Radicofani, si può visitare ogni giorno.

Aperta dalle 10 alle 19, salvo avvisi o cambiamenti di orari, si può visitare pagando un biglietto di 4€ a persona

Vi consigliamo comunque di rivolgervi, per informazioni e novità, a 339 828 3953 http://www.fortezzadiradicofani.it/contatti.html

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